Roberto Ruffilli

L’omicidio

Le Brigate Rosse il 16 aprile 1988 assassinano Roberto Ruffilli.  Appena rientrato nella sua casa forlivese da un convegno, due finti postini suonano alla porta della sua abitazione con la scusa di recapitargli un pacco postale. Entrati nell’abitazione, lo conducono nel soggiorno, dove lo fanno inginocchiare accanto al divano per poi ucciderlo con tre colpi di pistola alla nuca.

Dopo una telefonata al quotidiano la Repubblica, nel giorno stesso dell’assassinio, alle 10.40 del  21 aprile viene ritrovato in un bar romano di via Torre Argentina  un volantino che rivendica l’uccisione.

Sabato 16 aprile un nucleo armato della nostra organizzazione ha giustiziato Roberto Ruffilli, […] uno dei migliori quadri politici della DC, l’uomo chiave del rinnovamento, vero e proprio cervello politico del progetto demitiano, teso ad aprire una nuova fase costituente, perno centrale del progetto di riformulazione delle regole del gioco, all’interno della complessiva rifunzionalizzazione dei poteri e degli apparati dello Stato. Ruffilli era altresì l’uomo di punta che ha guidato in questi ultimi anni la strategia democristiana sapendo concretamente ricucire, attraverso forzature e mediazioni, tutto l’arco delle forze politiche intorno a questo progetto, comprese le opposizioni istituzionali.

[divider] Rassegna stampa

[divider]Il giovane Ruffilli

 [divider]La Biblioteca “Ruffilli”

sede di Forlì dell’Università agli studi di Bologna