Combattiamo il silenzio, scrive Vrable Stanislav

Sabato 23 marzo nel Salone Comunale di Forlì si è tenuto il Convegno “La violenza contro le donne ed i minori: combattiamo il silenzio”, organizzato dal Lions International – Distretto 108° e dai Lions Club Forlì Host, dal Lions Club Forlì Valle del Bidente, dal Lions Club Forlì Giovanni de’ Medici e dal Lions Club Cesena Romagna. Nel corso della mattinata,  densa di interventi e contributi, sono stati premiati i vincitori del concorso svolto nelle scuole provinciali sul tema delle violenze, fra i quali Vrable Stanislav, studente della II E dell’Istituto “Roberto Ruffilli”.

Ecco il contributo di Stanislav.

La violenza è sbagliata in tutte le sue forme e sfaccettature, è un mezzo di risoluzione dei problemi errato, totalmente deleterio per chi la subisce. Negli ultimi anni le campagne di sensibilizzazione sono aumentate proprio per mettere in risalto l’aumento delle violenze sulle donne. Secondo i dati ISTAT, le donne che hanno subito violenze fisiche e morali sono il 31,9% della popolazione femminile; questo dato è inquietante sia dal punto di vista morale che etico. Il nostro sistema ha fatto sì che le vittime di stupro o violenze si chiudessero in loro stesse vivendo nel proprio silenzio e nella propria vergogna. Le donne che hanno subito violenze sessuali sono donne soggette ad estraniarsi dalla vita sociale poiché non riescono a provare sentimenti positivi, sono soggette a continue ansie e hanno difficoltà nel ricordare l’ avvenimento accaduto e tutto ciò spiega gli effetti distruttivi di tali atti. Ma bisogna riflettere sul perché si verificano questi abusi sessuali ; secondo il mio modestissimo parere una delle motivazioni è per colpa della vita frenetica che toglie l’ opportunità ai genitori di educare i propri figli secondo i più sani principi diversi dall’ odio e dalla violenza. La nostra società lo impedisce dettando il tempo per cui gli educatori sono sempre indaffarati tra lavoro e problemi e per questo motivo i figli crescono con un’ idea sbagliata dell’ amore e dei rapporti uomo-donna. Inoltre c’è un’ altra motivazione, ossia nella nostra società le donne stanno prendendo il sopravvento sugli uomini i quali si sentono frustrati e queste frustrazioni sfociano in un gesto devastante che può rovinare l’ esistenza di una persona. Se non si rinormalizzeranno i rapporti uomo donna in base alla vera natura e se i genitori non ricominceranno a capire che i figli hanno bisogno prima di tutto di esempi educativi e in secondo luogo di essere ,dato le grandi difficoltà della vita d’ oggi, non vedo una possibilità che cambino tali violenze che nascono al 50% da una profonda immaturità dei soggetti che la eseguono.  Per quanto riguarda gli abusi sui minori dalle statistiche elaborate dall’ associazione “Telefono Azzurro” e pubblicato dall’ Espresso, in Italia sono più le bambine vittime di abusi fisici, sessuali e psicologici (54,7%) mentre i bambini rappresentano il 45,7%. Nella maggior parte dei casi a compiere abusi sono persone dell’ ambito famigliare. Ciò significa che questi che compiono un’ azione così ignobile e innaturale sono persone carenti di affettività, insoddisfatte della vita o non riescono a provare emozioni con il proprio partner o coniuge, e queste insoddisfazioni si riversano direttamente sui minori che, essendo  indifesi non possono reagire. La questione su cui riflettere è la condizione psicologica che dovranno affrontare post abuso, poiché dovranno combattere contro i ricordi e la paura di parlare per timore di sgretolare l’ unità famigliare. Per fortuna nel nostro Paese ci sono molte associazioni che tutelano e aiutano questi bambini ad abbattere il muro che si sono creati interiormente, per farli ritornare a vivere e scrollare via di dosso quei pensieri ciclonici più grandi di loro. A queste associazioni devono rivolgersi tutti gli adulti, in particolare gli insegnanti che, se guardano con attenzione i bambini che sono loro affidati, leggono nei loro occhi i segni della paura e nel loro corpo quelli del maltrattamento. Questo perché le reminiscenze della violenza subite in età infantile non svaniscono ma ritornano come una sciagura devastante negli anni successivi. Secondo me l’ unico modo per combattere il silenzio di queste vittime innocenti, vittime appunto di menti diaboliche è stare vicino e far sentire loro che non sono scarti della società e soprattutto che la disavventura che è capitata non è successo per colpa loro. Con grande attenzione e sensibilità bisogna convincerli che la  vita è un’ avventura continua, unica e irripetibile, che non deve interrompersi per colpa di una persona. Le Istituzioni devono farsi sentire, tutelarli e far in modo di diminuire tali disastri sociali.