Chi gioca lealmente è sempre vincitore: gli articoli dei nostri studenti

Gli studenti dell’Istituto Superiore “Roberto Ruffilli” hanno svolto una lezione di “fair play” – nell’ambito del progetto “Un capitano per amico – ” con l’ex capitano  del  Forlì, Alberto Calderoni.

Il capitano con la maglietta n. 6  ha illustrato cosa abbia significato per lui lo sport e in particolare il calcio, spaziando  dalla fedeltà alla maglia, alla fiducia nei compagni, alla gioia di vincere con lealtà.

Gli studenti hanno rivolto varie domande, toccando anche la questione del doping, ma il motivo ricorrente delle parole di “Kalle” ai ragazzi è stato che bisogna sempre credere e coltivare i propri sogni e condannare comportamenti deviati che nulla hanno a che fare con lo sport, quali la violenza e la discriminazione.

Secondo Calderoni il “fair play” è una lotta contro l’imbroglio, contro le astuzie al limite della regola,  il doping e la violenza; il fair play è un abbraccio e una pacca amichevole a fine partita data all’avversario.

I video e le  slide proiettati durante l’incontro hanno aiutato i ragazzi a capire che lo sport, se  praticato in modo leale, offre  ai giovani l’opportunità di conoscere se stessi, di esprimersi e raggiungere soddisfazioni.

Molto toccante è stata la lettura della testimonianza  di Giuliana Salce, ex atleta italiana di marcia, che è servita per far capire agli studenti come il doping  rovini la vita e la carriera.

Il video che ha impressionato maggiormente gli studenti  è stato quello relativo a una gara di atletica, dove Meghan Vogel, accortasi che l’avversaria più temibile, Arden McMath, stava perdendo i sensi, si è avvicinata a lei e, sorreggendola, l’ha aiutata a completare la gara, trascinandola fino al traguardo in prima posizione.

I ragazzi hanno percepito che abbiamo tutti la responsabilità di promuovere il fair play, che è il modo migliore per vincere la gara più importante, quella della vita.

Chi gioca lealmente e’ sempre vincitore.

Florinda Tusha e Fadwa Chaibi, classe V B “Oliveti”

 

 

L’IMPORTANZA DELL’ONESTA’ NELLO SPORT

 

Lunedì 4 marzo gli studenti dell’Istituto “Roberto Ruffilli” hanno partecipato al progetto “Un capitano per amico”, sostenuto da alcuni pezzi di storia del “Forlì Calcio”.

L’incontro con i ragazzi, incentrato sul fair play, è stato molto interessante e coinvolgente: nella sala Santa Caterina si è creata una specie di conferenza stampa in cui gli studenti erano i giornalisti, mentre l’intervistato speciale era Alberto Calderoni, un ex giocatore che per tutta la sua carriera sportiva ha sostenuto la squadra della sua città, portandole rispetto e affetto, al punto da diventare un modello da seguire per tanti giovani. Ha risposto fugando i dubbi e le curiosità di noi studenti ed è stato molto disponibile nel raccontare la sua carriera sportiva: durante il suo discorso, inoltre, ha introdotto anche numerosi problematiche con cui si può venire a contatto nel mondo meno pulito dello sport, come le sostanze dopanti, il calcio scommesse, il razzismo.

Il suo intento era quello di spiegarci i valore della vita, di  spingerci a seguire la strada in cui crediamo di più e di non prendere “scorciatoie” che potrebbero solo rovinare il nostro futuro.

Durante l’incontro, inoltre, Marco Susanna, uno degli organizzatori del progetto, ha fatto riflettere i presenti leggendo una lettera scritta da Giuliana Selce, ex atleta di marcia, che ha avuto il coraggio di testimoniare e denunciare quella che è stata la scorciatoia sua e di molti sportivi: il doping.

Se il doping rappresenta la “cattiva strada” dello sport, ne esistono però anche tante positive, tra queste il grande gesto di Meghan Wogel che, durante le qualificazioni di atletica leggera per le olimpiadi, ha aiutato una sua avversaria ad arrivare in fondo alla gara. In seguito ad un malore, questa non riusciva infatti più a correre e la Wogel, con un gesto di grande umiltà, l’ha trascinata insieme a lei fino alla fine dell’ultimo giro.

Sono gesti da ricordare (oggi purtroppo se ne vedono pochi) e devono diventare sempre più frequenti e numerosi per fare dello sport un’attività veramente sana e appassionante.

Gli studenti sono stati invitati  ad assistere alla partita che si disputerà tra il Forlì e il Castiglione domenica 17 marzo allo stadio di Forlì. Forza ragazzi!

 

Nicolò Casamenti, V A “Oliveti”

UN CAPITANO DEL FORLÍ CON GLI STUDENTI DEL “RUFFILLI”

COME IMPARARE AD APPLICARE I VALORI POSITIVI

Lunedì 4 marzo la classe IE dell’Odontotecnico ha partecipato insieme a tutti gli studenti dell’Istituto “Ruffilli” a un incontro sul “fair play”, illustrato da Alberto Calderoni,ex giocatore di calcio del Forlì e dal professor Marco Susanna.

Alberto ci ha spiegato che lo sport deve trasmettere innanzitutto dei valori positivi, applicabili nella vita quotidiana e che, in secondo luogo, bisogna assecondare i propri sogni. Ascoltando il proprio cuore, ognuno di noi sarà pronto a fare dei sacrifici e delle rinunce consapevolmente. Alberto è stato il più lampante esempio: un ragazzo onesto,corretto,con un sacco di grinta,capace di sognare e di inseguire al meglio i suoi sogni.

Ha giocato quindici anni, come difensore centrale, nella sua città natale, Forlì, rifiutando offerte migliori, ad esempio del Bologna calcio.

Lui stesso ci ha riferito di avere preferito giocare nella sua città, indossando la maglia biancorossa e non avere mai abbandonato i suoi compagni di squadra, considerati fratelli di vita. Alberto ha sempre mantenuto dentro di sé uno spirito da bambino: non giocava per vincere, ma per divertirsi con i suoi compagni.

Alberto ha smesso di giocare a calcio da cinque anni, adesso si dedica alla sua famiglia e alla sua azienda;  lui stesso ci ha raccontato che i suoi genitori lo hanno sempre spinto a rincorrere il suo sogno e lo hanno sempre sostenuto in ogni occasione.

Così ha spiegato di voler seguire l’esempio dei suoi genitori con sua figlia di sette anni, le vuole stare accanto e la vuole sostenere nei momenti di difficoltà, spingendola ad inseguire i suoi sogni.

Ha spiegato che ogni ragazzo non può rincorrere il proprio sogno da solo, deve essere affiancato da persone che gli vogliono bene e che sono pronte, in ogni momento, a sostenerlo.

Il progetto sul Fair Play è nato per insegnare a noi ragazzi il rispetto e i valori positivi che lo sport ha e che noi dobbiamo cogliere, da applicare anche nella vita quotidiana.

Oggi purtroppo sembra difficile trovare dei valori positivi nello sport, anzi, forse ne troviamo spesso dei negativi.

Oggi gli sportivi assumono sostanze stupefacenti per essere uno migliore dell’altro,vincere trofei, coppe d’oro e medaglie, ma non hanno capito che il vero premio da vincere non è un premio materiale,ma si tratta di essere corretti, onesti, saper giocare, ossia di saper vincere, ma saper anche perdere con orgoglio.

E nato questo progetto per sollecitare i ragazzi ad applicare i valori positivi,di cui una persona è in possesso, ad esempio la lealtà, la correttezza, la sincerità, la comprensione, la gentilezza e la bontà, maturando come adulti responsabili e cercando allo stesso tempo di non perdere lo spirito da bambino che c’è in ognuno di noi e che sicuramente ci spinge ad essere quello che siamo.

                                                 Tumini Elisa, IE Odontotecnico