E’ ora di dire basta: milioni di donne coinvolte nel flash mob “One Billion Rising”

Donne. Bianche, nere, con i capelli lunghi o corti, occhi chiari o scuri, basse o alte … sempre donne.

Esseri umani con i propri diritti.

Ma spesso e volentieri sembra che il mondo se ne dimentichi: le donne vengono considerate il sesso debole, che si può sottomettere facilmente e alla fine ci si convince che è così, che le donne non ce la fanno, non sono in grado di reagire, sono “prede” facili che si rinchiudono nel proprio silenzio e tacciono e solo rare volte hanno il coraggio di urlare nei sussurri e nei gesti del loro corpo violato quel dolore inciso nella carne”.

Non è così: questo è il messaggio che ha voluto mandare il “flash mob” che si è svolto in tutto il mondo il 14 febbraio scorso. Sono molti i paesi coinvolti, dall’America all’Africa all’Asia. “One Billion Rising”, organizzato dalla scrittrice americana Eve Ensler, ha entusiasmato anche l’Italia, un San Valentino contro le donne in molte piazze italiane, inclusa Forlì.

Si è trattato di un grido muto, tutte quelle mani puntate verso l’alto, un grido che diceva “basta”. Basta al timore, all’ipocrisia e al perbenismo che portano alla morte, nell’anima se non nel corpo, perchè la paura della vittima è la droga di cui si nutre il carnefice.

E’ una questione importante quella del femminicidio, la distruzione fisica e morale della donna, solo perchè donna.

E sono spesso i modelli culturali o religiosi a far credere alle donne che sia normale il maltrattamento da parte dell’uomo e che sia giusto sopportare in silenzio. E non si parla più d’amore. perchè l’amore è altro.

Si costringono i figli a portare le stesse catene della madre, obbligati a “subire lo scettro del potere e la frusta sanguinaria di un padre imbelle e cattivo”, come scrisse Maria Teresa Ferrari (“Bresciaoggi”, 2010).

La violenza sulle donne non è un problema delle donne, è un problema degli uomini: è ora di alzarsi, tirare su lo sguardo e dire veramente basta, anche attraverso la danza.

Deda Dijona 5° A “Oliveti”