Uomini coraggiosi

“Vivo e servo i cittadini da Sindaco pescatore, ma devo constatare che i nemici dello Stato e delle Istituzioni mangiano del suo pane e vivono dei sacrifici della gente che lavora”: questa è l’affermazione di Angelo Vassallo, il sindaco che forse faceva troppo bene il suo lavoro e venne assassinato senza pietà né scrupoli la sera del 5 settembre 2010, mentre rincasava alla guida della sua automobile. Contro di lui sono stati esplosi nove proiettili calibro 9, sette dei quali a segno. Questi sono ancora oggi i metodi utilizzati dal crimine organizzato contro coloro che non stanno alle loro regole o hanno il coraggio di dire “basta”. Ma chi sono i mafiosi? Qualcuno può puntare con facilità il dito su qualche  piccolo delinquente di strada, che si aggira con sicurezza nei quartieri malfamati di qualche metropoli del Sud. Ma si tratta di pesci piccoli, affiliati di qualche clan. I veri mafiosi sono coloro che fanno girare enormi somme di denaro in varie attività, riciclando il denaro sporco . Un sistema semplice è quello di fare ricorso al prestanome per l’acquisto di immobili o l’apertura di attività commerciali. Lo scopo è quello di ripulire i soldi sporchi e mascherare i proventi illeciti indirizzandoli verso l’economia legale senza lasciare tracce. Altro denaro macchiato di sangue viene portato all’estero nei cosiddetti “paradisi fiscali”. La mafia non è affatto invincibile, “è un fenomeno umano – affermò Giovanni Falcone  – e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi una fine”. Il magistrato fu assassinato nella strage di Capaci, il 23 maggio 1992.

Di Seit Sabani