Letizia Battaglia, la fotografa della mafia

Nasce a Palermo il 5 marzo 1935, è una fotoreporter e politica italiana.

Nel 1969 lavora per il giornale palermitano L’Ora. Nel 1970 si trasferisce a Milano dove incomincia a fotografare, collaborando con varie testate. Nel 1974 ritorna a Palermo e crea, con Franco Zecchin, l’agenzia Informazione fotografica. Nel 1974 documenta l’inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia.

Ma Letizia Battaglia non è solo la fotografa della mafia. Le sue foto, spesso in bianco e nero, raccontano Palermo nella sua miseria e nel suo splendore: i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne, i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria.

Numerosi i riconoscimenti: è la prima donna europea a ricevere nel 1985 il Premio Eugene Smith a New York; il Mother Johnson Achievement for Life nel 1999.

Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia Passione, giustizia e libertà, lo stesso titolo di una sua mostra.

Si impegna anche sul fronte della politica, nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione Giuseppe Impastato. Tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 è consigliere comunale con i Verdi, assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputato all’Assemblea Regionale Siciliana con La Rete. In questa legislatura è vice presidente della Commissione Cultura.

Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne, Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.

Nel 2006, in occasione del Festival Sguardi altrove, Milano, viene proiettato il film-documentario per la Tv svizzera di Daniela Zanzotto Battaglia, Una donna contro la mafia, a lei dedicato.