9 maggio 1978 – 9 maggio 2014: In memoria di Peppino Impastato

Solo cento passi … 

Il film di Giordana è ambientato a Cinisi, paesino siciliano schiacciato tra la roccia e il mare ed è tratto da una storia vera, quella di Giuseppe Impastato, Peppino per tutti.

Nato nel 1948 in una famiglia legata alla mafia, si ribella al padre avvicinandosi al partito comunista. Ma in Sicilia ribellione significa sfida allo statuto della mafia.

Proprio cento passi separano la casa di Peppino Impastato da quella dello zio Tano Badalamenti, il boss locale. Sono l’impercettibile distanza tra due mondi, quello della malavita e quello della gente “perbene”. Dividono il coraggio dalla vigliaccheria, l’impegno dalla prevaricazione.

Peppino decide di urlare e rendere pubblica la propria contestazione; incomincia a parlare, denunciando con la forza dell’ironia ogni sopruso, ogni ingiustizia. Unico strumento una radio libera, “Aut”, fondata con alcuni amici.

Per il suo coraggio o per la sua sfrontatezza viene assassinato nello stesso giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, il 9 maggio 1978.

Del suo corpo vengono sepolti in un sacchetto soltanto mani e piedi: il resto non c’è più, spappolato con il tritolo.

“I cento passi” è il manifesto di chi lotta, di chi è disposto a morire per i propri ideali.  Dei tanti giovani che hanno sacrificato la propria vita perché incapaci di accettare il marcio della società in cui sono vissuti. Impossibilitati a smettere di sognare un mondo migliore, a smettere di credere che qualcosa possa cambiare.