Dalle buone idee alle buone imprese: il modello di America Graffiti

Martedì 4 aprile la classe IV G dell’istituto Professionale “Ruffilli” ha inaugurato la saletta “Academy” dell’Head Quarters di “America Graffiti” – situato a fianco dello storico diner – destinata principalmente alla formazione e alla didattica. I ragazzi, accompagnati dalle proff. Luciana Pesci (referente d’istituto dell’alternanza scuola-lavoro) e Isabella Leoni, sono stati catapultati nel magico mondo del mito americano, sognato e realizzato da Riccardo La Corte, dal fratello Fabio e Stefano Landi. Accolti all’ingresso da un enorme statua in gesso dello zio Sem col dito puntato, il direttore marketing, Nicola Vandi, ha raccontato la storia dell’azienda dagli esordi nel febbraio del 2008 ad oggi, con 62 locali franchising sul territorio nazionale, di cui 7 di proprietà.
La formula del successo? America Graffiti ha portato in Italia la tradizione dei diner americani degli intramontabili anni ’50, proponendo i menu delle tavole calde a stelle e strisce e lo stile 50’s in due format di ristorazione in franchising, l’american diner ed il fast food.

Il primo nasce dalle “dining car”, carrozze dove il cibo veniva servito in “on the road”: il diner è un locale che solitamente negli Stati Uniti e in Canada nasce come vera e propria tavola calda lungo strade molto trafficate come le highway statunitensi. I classici diner disegnano il territorio con le loro caratteristiche linee curve, gli interni scenografici illuminati da luci al neon e arredati con oggetti di modernariato e targhe automobilistiche. Tavolini con rifiniture metal flake, banconi con sgabelli alti e pavimenti a scacchi. Il format “fast food”, invece, rappresenta la tipologia di locali dove vengono serviti pasti veloci, solitamente prediligendo il servizio al bancone.

Come ha spiegato Nicola Vandi, il successo dell’America sta proprio nell’avere saputo coniugare diversi elementi fra loro: l’atmosfera anni ’50, rock’n’roll, macchine d’epoca e moto e naturalmente una materia prima di qualità.
La seconda parte della mattinata ha impegnato i ragazzi ad approfondire gli aspetti finanziari e amministrativi di una start-up, grazie al dottor Filippo Portalupi, Funzionario di Unicredit e di Alberto Renzi, consulente imprese. Per avviare un’impresa di successo – è stato sottolineato – non basta una buona idea.

Occorre un approccio strutturato che, attraverso il business plan, utile per garantire l’accesso ai finanziamenti, porti ad una chiara visione del progetto aziendale. Importanti sono anche le strategie di marketing, che possono puntare sul prodotto, sul prezzo e la sua distribuzione. Chiaramente, America Graffiti rappresenta un concept perfettamente riuscito, in quanto i suoi fondatori hanno saputo trasformare il sogno in realtà, mettendo in campo, ad esempio, nuovi approcci alla distribuzione. Ultima idea è quella del “take away” con fattorini vestiti da Elvis Presley. Chi può resistere alla tentazione di farsi un selfie con il “nipote” del rocker di Memphis?
Alla fine della full immersion, ovviamente, studenti, insegnanti e formatori hanno gustato un buon burger.

Foto Nicola Fracchiolla