Il 16 aprile prende forma – backstage

Sabato 16 aprile si avvicina. I preparativi fervono.

E’ stato avviato dalla professoressa Rosanna Parmeggiani il laboratorio “Non siamo numeri “, per il quale il Comune di Forlì, assessorato Politiche giovanili, ha dato il proprio sostegno.

Sono 4 i mercoledì di marzo nei quali una dozzina di studenti – di cui dieci del “Ruffilli”, indirizzo di grafica, e 2 “ospiti” del Liceo Classico e Artistico – verranno istruiti nelle tecniche grafiche di riproduzione per immagini ad alto contrasto, stilizzazioni e silhouette. Ovviamente si parte dalla teoria, attraverso la consultazione dell’opera di autori che fanno uso di queste tecniche, per arrivare alla pratica e all’esercizio. Tanto esercizio.

Il grosso del lavoro si concentra su 16 pannelli che riproducono stilizzate le immagini di studenti (8 femmine e 8 maschi), previamente selezionati all’interno di un casting coordinato dai nostri fotografi Nicola Fracchiolla e Andrea Bardi e supportato da tre studenti rispettivamente  di 5A e 3A (Daniel Malaj Lheila Bolognesi e  Azzurra Comanducci).

Le fotografie sono state scelte,  “smontate”, stilizzate al computer e poi, attraverso la proiezione con episcopio, si è proceduto alla trascrizione del modello su carta da scenografia.

Dopo il lavoro da “colletti bianchi”, si passa all’opera delle piccole api operaie (studenti e studentesse di IIA e IIIA) che riempiono con la tempera i contorni dell’immagine.

Le immagini, che sono dipinte in dimensioni poster su supporti rigidi e facilmente trasportabili, il 16 aprile diventeranno oggetto dell’azione di flash mob … ma per questo occorre attendere il 16 aprile.

Ma rendiamo merito ai ragazzi che lavorano all’interno del laboratorio pomeridiano: Daniel Malaj (5A), Andrea Fabbri, Ergisha Lusha (4A); Alicce Bandini, Alexia Venturi, Michel Versitano, Riccardo Barchi, Carolina Zampolla (2A); Luca Reichadt (Liceo Artistico, 3B), Alex Cassetta (Liceo Classico, 3A/E).

Un lavoro a catena che sta procedendo a gran passo, perché il tempo a disposizione non è molto.

Ma spiegata così, l’attività perde gran parte della sua magia. Il reportage di Nicola servirà a regalare quelle emozioni che si sono perse nelle parole.

Tutte le cose sono belle in sé, e più belle ancora diventano quando l’uomo le apprende. La conoscenza è vita con le ali.
Khalil Gibran