Presentato il progetto #Citizenkit

La scorsa settimana (19 novembre) il presidente della Fondazione “Roberto Ruffilli” Pierangelo Schiera ha annunciato l’avvio di un interessante progetto sulla legalità e la nuova cittadinanza intitolato “#Citizenkit”, che contempla il contributo del Comune di Forlì e dell’Ufficio Scolastico Regionale come enti patrocinanti.
Presenti l’assessora alle politiche giovanili Elisa Giovannetti, i dirigenti Marco Molinelli per l’Istituto Professionale “Ruffilli”, Morena Mazzoni, per il Liceo Scientifico “Fulcieri Paulucci di Calboli”, la vicepreside del Liceo Artistico Alessandra Righini, il prof. Alessandro Guzzo e vari docenti degli istituti superiori forlivesi.
Il professor Schiera ha introdotto spiegando che i bisogni sociali sono dinamici e, come muta la realtà nel tempo e nel luogo, così cambiano gli attrezzi di cui il cittadino abbisogna per svolgere il suo ruolo. Quali sono “gli attrezzi” di oggi?
Certamente, per cominciare, quelli di legalità, sicurezza, pace, accoglienza, lavoro, che sono i presupposti per una condizione di eguaglianza, libertà e fraternità.
Il progetto – entrando nel merito – si articola su più fronti e intende riconoscere alle giovani generazioni e alle scuole, in qualità di agenzie educative, un ruolo primario e attivo.
L’assessora Giovannetti – dopo aver puntualizzato che fra gli attrezzi della nuova cittadinanza, è imprescindibile il ruolo della Cultura e dei beni comuni – ha annunciato che, “essendo fondamentale individuare un simbolo nel quale la città di Forlì e i cittadini possano riconoscersi nel ruolo di “attori della legalità”, il Consiglio Comunale ha previsto l’istituzione del 16 aprile come giornata di azione delle scuole nella città.”

In quella giornata gli studenti usciranno dalle aule per “presidiare” il centro cittadino con performance e allestimenti preparati nei mesi precedenti. Ogni istituto coinvolto individuerà le azioni civiche da mettere in campo sulla base di un progetto predisposto all’interno della scuola e condiviso dal team di lavoro che andrà a formarsi a seguito di un percorso di formazione curato dalla Fondazione “Ruffilli” in collaborazione con il Comune di Forlì e l’Ufficio Scolastico Regionale.
I workshop – si legge nel documento – inizieranno il prossimo gennaio e metteranno in campo esperti e docenti universitari, per delineare una visione a tutto tondo della nuova cittadinanza, partendo dal concetto stesso di cittadino e dal ruolo dell’amministratore negli enti locali, per poi sviluppare temi come quello della guerra e della pace, del rapporto arte e politica.
Ricordiamo che al civico 116 in corso Diaz, proprio nel cuore di Forlì, morì il senatore Roberto Ruffilli, ucciso dalle Brigate Rosse il 16 aprile 1989.
Ecco perché quel giorno, grazie alla disponibilità dei dirigenti e dei docenti, gli studenti delle scuole forlivese metteranno in atto varie azioni, per una lettura “sentimentale” della legalità: “Attraverso le emozioni e la condivisione di buone pratiche – si legge all’interno del documento – la legalità può diventare la casa (la città) solida e accogliente in cui vogliamo abitare e di cui andare fieri.”

Un aspetto innovativo della proposta progettuale, che si articola in primis sul livello della formazione, ma poi avrà una ricaduta sul lavoro in classe (per gli istituti che aderiranno), è la pratica della “peer education”, che si sostituirà al tradizionale metodo della lezione frontale.
E’ consolidato che gli studenti apprendano più facilmente quando ad insegnare è “uno di loro”, un/a ragazzo/a che parla la loro lingua, che conosce i loro tempi e sa come muoversi.
La “peer education” attiva un processo spontaneo di passaggio di conoscenze, di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status; un intervento che mette in moto un processo di comunicazione globale, caratterizzato da un’esperienza profonda ed intensa e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e di sintonia tra i soggetti coinvolti.
Il percorso di educazione alla legalità che la Fondazione propone alle scuole è a “cascata”.
Ecco i tre passi:

1) Gruppi o gruppi-classe di studenti che frequentano le scuole superiori – forniti di un “kit della legalità” e previamente formati dai docenti – dovranno fungere da guide/trainers di classi o gruppi classe in una scuola media e/o primaria.

2) Le classi partecipanti dovranno produrre un lavoro (teatro urbano, performance, street art, cartelloni, giochi ecc.);

3) I lavori prodotti saranno resi visibili nella giornata del 16 aprile 2016.
Gli studenti-tutor degli istituti superiori pianificheranno, insieme alla scuola/classe che avranno formato e ai docenti, la regia dell’evento.
Gli Istituti Superiori che aderiranno alla formazione indicheranno un docente referente della legalità, che parteciperà agli incontri di co-progettazione, dove verranno scelti le classi o i gruppi di studenti coinvolti nel tutoring. Il calendario degli incontri verrà stabilito durante il workshop; unitamente si procederà a individuare uno staff di regia che coordinerà le azioni delle scuole aderenti.
Sarà cura dei singoli istituti, in autonomia, ricercare gli istituti partners (scuole medie e primarie), dove svolgere le azioni di peer education.

Nella foto il presidente della Fondazione “Ruffilli”, Prof. Pierangelo Schiera e l’Assessora alle Politiche giovanili del Comune di Forlì, Elisa Giovannetti