Un giorno in Tribunale

Riportiamo fedelmente l’articolo scritto da Elisa Tumini, studentessa della classe 3E Odontotecnico, a seguito di una visita al Tribunale di Forlì.

In occasione della ricorrenza del giorno della giustizia, l’Istituto “Ruffilli” mi ha consentito di compiere un’esperienza particolare: la visita al Tribunale di Forlì, finalizzata alla conoscenza di alcuni aspetti fondamentali di questa istituzione che è profondamente legata alla vita di tutti i cittadini, in quanto si occupa di giustizia, partendo dal presupposto base che tutti siamo uguali e che la legge deve essere applicata in modo che i diritti di tutti siano tutelati.

Ho fatto parte di un gruppo interscolastico nel quale vari Istituti scolastici sono stati coinvolti e ho avuto la possibilità di vedere molti ambienti ed uffici in cui la giustizia viene amministrata.

L’edificio del tribunale si trova in pieno centro cittadino alle spalle della storica abbazia di San Mercuriale.

Le sue origine risalgono al 1937, quando Benito Mussolini,per risolvere l’annoso problema della localizzazione degli uffici giudiziari cittadini, bandì un concorso per avere progetti di edificazione.

Vinse l’architetto Leoni e i lavori furono avviati, ma lasciati allo stato grezzo,essendo l’Italia entrata in guerra nel 1940.

Dopo la parentesi dell’utilizzo della costruzione a scopi abitativi per accogliere gli sfollati, i lavori ripresero nel 1960 e vennero terminati nel 1969 per lo scopo iniziale.

L’edificio resta uno degli ultimi costruiti secondo i criteri dell’architettura tipica degli anni Trenta.

Oggi l’interno è stato ampiamente razionalizzato per renderlo funzionale al suo compito che è particolarmente articolato, perché va dall’amministrazione della giustizia penale a quella civile,dal contatto quotidiano con il pubblico – che può richiedere e ottenere documentazione giudiziaria – alla possibilità di garantire agli avvocati di avere nel tribunale un luogo di riunione e soprattutto di consultazione, secondo la modalità informatica di tutti gli atti che si rendono necessari nello svolgimento della loro professione.

L’impressione che ho ricavato nel corso della vistata è stata quella di un forte impegno da parte della Procura di garantire riservatezza e sicurezza agli utenti.

A questo scopo mi sembra utile riportare alcune affermazioni del Procuratore della Repubblica Sergio Sottani che, rivolgendosi a noi ragazzi, ha illustrato come ci sia un’impegno a rendere il lavoro del tribunale sempre più efficiente,,meno dispendioso,,più sicuro e caratterizzato da tempi meno lunghi di quelli che di solito accompagnano lo svolgimento dei processi e l’emanazione delle sentenze.

Ho trovato molto significativo che il bilancio del tribunale venga reso pubblico, perché questo permette a ciascuno di noi di valutare come vengono utilizzate le risorse destinate a questa struttura.

É in quest’ottica che il Procuratore ci ha fatto notare che molte critiche rivolte ai magistrati risultano infondate,,essendo il loro lavoro commisurato alla disponibilità dei mezzi finanziari erogati a favore del tribunale stesso.

Nel corso della mattinata trascorsa in tribunale ho avuto la sensazione di un lavoro condotto con razionalità, attenzione all’esigenze dei cittadini, a una disposizione logistica degli ambienti ben riflettuta e soprattutto di un’uso molto positivo di tutto quello che l’odierna tecnologia ci mette a disposizione.

Così l’ambiente di lavoro diventa non solo confortevole,ma anche tutelato e riservato,come necessariamente dev’essere quello di un Istituto che si occupa di questioni particolarmente importanti come denunce,tutela dei diritti,successioni, reati …

Significative mi sembrano le parole del Procuratore che vorrei qui riportare integralmente: “Lo scopo della Procura è rendere un’attività, il metodo è quello di garantire la riservatezza. Riservatezza e trasparenza sono gli obbiettivi che la Procura di Forlì si è posta e che vuole perseguire nel suo immediato futuro”.

Quello che trovo molto positivo è l’atteggiamento della Procura che ha fatto molto, ma che si prefigge miglioramenti ulteriori nella consapevolezza che c’è sempre qualcosa in più da fare per migliorare. 

L’esperienza compiuta mi è servita a cancellare tanti preconcetti che solitamente provengono da frasi fatte o pregiudizi nei confronti del lavoro altrui che meriterebbe un maggiore rispetto di quello che solitamente riceve.