Onestà fra i banchi di scuola

Erano le 14,15 di lunedì 7 aprile  quando una ragazza di 17 anni di origine marocchina  ha trovato un portafoglio all’uscita dalla nostra scuola in via Romanello. Non ci ha pensato su due volte e lo ha raccolto. Arrivata a Premilcuore, dove abita,  si è recata alla Caserma dei Carabinieri per affidare il portafoglio alle autorità, ma la stazione era chiusa.

Non si è scoraggiata: ha telefonato al 112, a cui ha raccontato nei dettagli il fatto. Il consiglio è stato quello di ritornare in Caserma l’indomani. La ragazza, controllando il contenuto del portafoglio ha trovato un biglietto da visita e ha telefonato al numero dell’intestatario. Non si trattava del proprietario, bensì di un suo conoscente, il quale ha fornito alla ragazza, finalmente, il numero di cellulare dell’uomo.

La storia ha avuto il classico lieto fine ” e tutti vissero felici e contenti”: l’uomo ha riottenuto il portafoglio, contenente – oltre a qualche decina di euro – anche vari documenti (patente, carta di identità, Bancomat), e la ragazza ha visto premiata la sua tenacia.

Non sono passati tre giorni che a scuola il Dirigente ha ricevuto la visita dell’uomo, che ha voluto ringraziare di persona la ragazza e complimentarsi per la sua onestà.

Le persone reagiscono in modi diversi quando si ritrovano un portafoglio davanti agli occhi senza proprietario, senza testimoni: alcuni lo lasciano a terra, altri invece lo raccolgono per controllare se al suo interno ci sono dei soldi e se ne impossessano, infine, un esiguo numero di onesti si comporta come la nostra studentessa.

La legalità si nutre di piccoli gesti.