Enzo Ciconte agli studenti: «Il silenzio è mafia»

«Il silenzio è mafia.» Enzo Ciconte, politico, docente, e studioso  storico della criminalità organizzata ha iniziato così il suo dibattito sulla mafia in Italia.

“Origine e sviluppo delle mafie in Italia”, questo l’argomento affrontato ieri (6 novembre) nel Salone Comunale all’ombra di Aurelio Saffi con gli studenti degli Istituti “Roberto Ruffilli, ITC “Matteucci”, Istituto Aereonatico Baracca, Liceo Artistico e ITI “Marconi”.

La voce protagonista dell’incontro è stata quella di Enzo Ciconte, che è stato introdotto dall’Assessore comunale alle Politiche Giovanili Valentina Ravaioli e dal docente dell’Università di Bologna, a nome dell’Osservatorio Comunale sulla Legalità, Marco Borraccetti.

Vincenzo Ciconte è uno scrittore calabrese, docente e politico italiano, già deputato della Repubblica Italiana, considerato da molti il massimo esperto in Italia delle dinamiche delle associazioni mafiose, ed è stato docente di Storia della criminalità organizzata all’Università di Roma.

Ha realizzato numerosi studi relativi al meccanismo di penetrazione delle mafie al nord, ai rapporti tra criminalità mafiosa e locale e alle attività mafiose nei nuovi territori, pubblicando volumi che costituiscono i primi esempi in Italia di indagini scientifiche del fenomeno malavitoso nelle aree non tradizionali.

L’esperto ha parlato a lungo e ha parlato di infiltrazione delle mafie in tutti i settori della società, a partire da quello imprenditoriale e politico. Ha spiegato che la mafia, a differenza della criminalità generica, si è innestata, venendo a patti con i poteri forti e le istituzioni ancor prima dell’unità italiana. «Perché se c’erano i mafiosi, gli operai se ne stavano zitti.» Spesso le forze dell’ordine hanno utilizzato i mafiosi per combattere la stessa criminalità.

All’interno delle istituzioni ci sono politici che hanno preso i voti e sono stati eletti con i voti della mafia.

Enzo Ciconte in poco meno di due ore di intervento e dibattito con i ragazzi ha fatto un quadro complessivo di quella che è la situazione italiana, caratterizzata da forti  movimenti mafiosi nel mondo politico ed economico, ma anche da tanti imprenditori e sindaci  che combattono giorno dopo giorno le organizzazioni criminali, anche al prezzo della vita.

Al nord lancia un avvertimento, il cui messaggio è molto chiaro.

«Le mafie sono entrate nel mondo economico dell’Italia settentrionale, anche se non ancora profondamente e non in maniera incisiva, ma stiamo attenti, perché non siamo preparati agli attacchi di queste organizzazioni. Ci sentiamo al sicuro, ma non lo siamo affatto.»

Riportiamo un commento dell’assessore comunale alle Politiche Giovanili Valentina Ravaioli sull’incontro: «In salone comunale, di fronte a 300 attentissimi studenti degli Istituti superiori di Forlì, splendida lezione del professor Ciconte sulla storia della mafie. Una storia che è in gran parte la storia del nostro Paese e di dinamiche transnazionali che, in questo momento di crisi più che mai, cercano di affermarsi nei territori economicamente più appetibili. Anche nel nostro. Partire dalla presa di coscienza che non si tratta solo di un problema di altri, significa aver fatto il primo passo verso la legalità. Grazie a tutti i ragazzi e gli insegnanti che stanno facendo questa strada insieme a noi.»

 

(articolo scritto dagli studenti e studentesse della classe IV A “Oliveti”)