Il Frozen con gli occhi di Aurelio

Un Aurelio Saffi più sornione del solito oggi ha salutato gli studenti stesi a terra nella “sua” piazza.

E probabilmente avrà un tantino arricciato il naso sulle tante lenzuola stese

Questi giovani moderni tutta tecnologia e brufoli,

avrà pensato. Ma un sorriso bonario sarà sfuggito al padre della Repubblica romana, nel momento in cui il suo occhio si sarà soffermato sulla scritta

Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.

Il “Frozen per la legalità” si è svolto come da copione, riprendendo il tam tam mediatico dei giorni scorsi che richiamava pochi, ma essenziali passi: 60 secondi stesi a terra con un fiore sul cuore.

Quello che il nostro Aurelio non poteva certo immaginare era che l’intera giunta comunale – assessori, consiglieri e il sindaco – si stendesse a terra insieme ai giovani usciti da scuola con lo zaino in spalla e il cellulare in mano. Solo che questa volta la “beata gioventù” in mano teneva un fiore, per ricordare che Roberto Ruffilli era morto 25 anni prima, ucciso dalle Brigate Rosse.

Poi Aurelio – immaginiamo – si sarà lasciato coinvolgere dal flash mob: un minuto di immobilità al suono di una tromba suonata da uno studente con una enorme margherita al collo. Una bella studentessa aveva appena letto una sorta di proclama che, ricordato a braccio, recitava

… questo è il senso del nostro impegno oggi: restiamo fermi per ricordare le vittime delle mafie e della violenza, per combattere la corruzione e l’illegalità, per recuperare il senso dello Stato e delle Istituzioni, per dare voce alla nostra voce.

Il primo cittadino, Roberto Balzani, aveva appena salutato la piazza con voce emozionata, anche la cugina del senatore Ruffilli aveva lasciato una delicata testimonianza.

Forse Aurelio si sarà distratto un attimo – e come non capirlo – vedendo un gruppo di giocatori di calcio vestiti di rosso e bianco:

Che bella gioventù! Sarà quella che negherà il consenso alla criminalità, quella che la sconfiggerà un giorno.

In fondo poco è cambiato, da quando Aurelio e l’amico Giuseppe si scrivevano per formare una nuova Italia.

E ora questi studenti:

Ecco, se ne stanno andando. Il giovane-margherita sta accompagnando un lungo corteo in corso Diaz, all’abitazione di Ruffilli, per deporre il proprio fiore.

Li vorrebbe tanto salutare con la mano tutti quei ragazzi, un po’ gli sarà dispiaciuto di essere lasciato di nuovo solo, nella “sua” piazza.

Articolo di Isabella Leoni, copyright foto Andrea Ghirelli