Il tazebao di 10 metri calligrafato dagli studenti

Zero Day. E’ arrivato il giorno del frozen: 16 aprile 2013.

25 anni dalla morte del senatore Roberto Ruffilli.

Gli studenti in piazza Saffi porteranno un fiore e sosterranno un tazebao lungo 10 metri, calligrafato dai grafici, sotto la guida della professoressa Rosanna Parmeggiani.

Ecco alcune frasi:

Istituire biblioteche e librerie
è come edificare granai pubblici,
ammassare riserve
contro un imminente inverno dello spirito
(Marguerite Yourcenar)

Da tanto tempo ho vergogna,
vergogna da morirne, di essere stato,
sebbene da lontano, sebbene in buona fede,
anch’io un assassino.
Per questo ho deciso di riufiutare tutto quello che,
da vicino o da lontano, per buone e cattive ragioni, faccia morire o giustifichi chi faccia morire
(Albert Camus)

Ogni posizione distruttiva e potenzialmente
violenta non può non essere
severamente condannata
(Aldo Moro)

Mia dolcissima Noretta,
dopo un momento di esilissimo ottimismo,
siamo ormai, credo, al momento conclusivo.
Uniti nel mio ricordo vivete insieme.
Mi parrà di essere tra voi.
Bacia e carezza per me tutti, volto per volto,
occhi per occhi, capelli per capelli.
Sii forte, mia dolcissima,
in questa prova assurda e incomprensibile.
Vorrei capire con I miei piccoli occhi mortali,
come ci si vedrà dopo.
Se ci fosse luce sarebbe bellissimo
(Aldo Moro, lettera alla moglie Norina)

“Non c’è futuro senza memoria
(Anonimo)

Noi non vogliamo trovare un posto
in questa società
ma creare una società
in cui valga la pena trovare un posto
(Mauro Ristagno)

Dove fanno il deserto,
quello chiamano pace
(Tacito)

Il terrorismo si è trasformato
nell’arma sistematica di una Guerra
che non conosce confini e raramente ha un volto
(Jacques Chirac)

Un uomo di pace fa molto più bene
di un uomo colto
(Tommaso da Kempis)

Ogni potere ha bisogno di spaventare
la sua popolazione,
e un modo per farlo consiste
nel coprire di mistero la sua attività
(Noam Chomsky)

La vecchiaia nei paesi.
Il cuore senza padrone.
L’amore senza scopo.
L’erba, la polvere, il corvo.
E la gioventù?
Nella bara, laggiù.
L’albero solo e secco.
La donna come un legno
di vedovanza sul letto.
L’odio senza più scampo.
E la gioventù?
Nella bara, laggiù
(“Guerra” di Miguel Hernàndez )

Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali
e continueranno
a camminare sulle gambe di altri uomini
(Giovanni Falcone)